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ARTE LO SAPEVI CHE

Remigio Lazzaro collaboratore di Oppi al Santo

Oppi Ritrae Remigio Lazzaro

Remigio Lazzaro è un artista padovano nato a Ponte di Brenta nel 1904. Non è l’unico artista con questo cognome attivo nella provincia in quegli anni. Poco più anziano, ad esempio, è il pittore Dino, nativo di Saonara. Dino è forse maggiormente noto per il ruolo di primo piano assunto all’interno delle associazioni artistiche padovane e per la presenza frequente alle mostre d’arte. Fra i due non vi è parentela, così come non sembra esservene con Antonio, Giampaolo o Ermilio, per citarne altri. L’artista Remigio Lazzaro è affascinante sotto diversi aspetti. Oltre a essere un apprezzato pittore, infatti, è stato anche ceramista, scenografo e attore amatoriale. Resta tuttavia basilare, per l’importanza del cantiere e per la levatura dell’artista da lui affiancato, la collaborazione con Ubaldo Oppi nella decorazione della Cappella di San Francesco al Santo.

Remigio Lazzaro alla Scuola “Selvatico”

Remigio Lazzaro nasce come artista nella Scuola “Pietro Selvatico”. Da questa scuola d’arte, fondata nel 1867, sono usciti negli anni numerosissimi allievi, anche destinati a grande notorietà. Ricordiamo Giovanni Vianello, il più celebre artista padovano di inizio Novecento. Per citarne solo uno. Ma basterebbe nominare gli importanti professori che vi hanno insegnato per testimoniare la grande considerazione di cui ha sempre goduto la Scuola, tuttora attiva. Quasi una “accademia di belle arti”. Il paragone non sembri esagerato. Quando, dopo la grande guerra, qualcuno delle istituzioni pensò di fondarne una anche a Padova si obiettò che la Scuola “Selvatico” era sufficiente allo scopo formativo. Bastava accrescerne i corsi. E così venne fatto. Remigio Lazzaro ne segue le lezioni proprio in quegli anni e si diploma nel 1925. Inoltre, nel biennio 1927-28, viene pure chiamato a insegnarvi Ceramica Artistica, un campo che darà a Lazzaro diverse soddisfazioni.

Il passaggio a Venezia; la tecnica dell’affresco

Nel 1929-30 Lazzaro decide di seguire a Venezia i corsi liberi dell’Accademia di Belle Arti. Qui conosce Virgilio Guidi, insegnante di pittura e artista assai apprezzato. Lo ricordiamo per le sue famose Marine veneziane, più tarde, composte da pochi elementi essenziali inseriti in uno spazio piatto e omogeneo. Guidi apprezza subito le qualità del giovane e lo invita anche a dipingere nel suo studio alla Giudecca.

Parco Villa Breda
Remigio Lazzaro, Il parco di Villa Breda, 1935, cm 15×20

Negli stessi anni Lazzaro, già esperto nella tecnica dell’affresco, inizia a lavorare come restauratore e come decoratore. È attivo presso l’università patavina e nella villa del principe Colonna a Noventa Padovana. E pure, come abbiamo sopra accennato, nella Basilica di Sant’Antonio.

Remigio Lazzaro con Oppi nella Basilica del Santo

A partire dalla fine dell’Ottocento la Basilica di Sant’Antonio è soggetta a imponenti lavori decorativi nella zona dell’abside e delle cappelle radiali. Fra queste vi è anche la Cappella di San Francesco. Qui, nel 1926-27, il marchigiano Adolfo De Carolis, scenografo di D’Annunzio, interviene dipingendo la volta. Non fa però in tempo a occuparsi delle pareti perché viene a mancare l’anno successivo. Nel 1930, avvicinandosi il centenario antoniano, si affida il completamento della Cappella a Ubaldo Oppi. Il notissimo artista bolognese era stato nel 1922 tra i fondatori di Novecento Italiano di Margherita Sarfatti. Poi se n’era allontanato nel 1924, quando aveva allestito una sala personale alla Biennale di Venezia. La sua pittura era inquadrata dai critici nella corrente del Realismo Magico per l’accordo esemplare tra naturalismo e suggestione metafisica. Oppi però non era esperto nella tecnica dell’affresco, così l’architetto padovano Primo Miozzo gli suggerisce di coinvolgere Remigio Lazzaro.

Basiliche E Chiese Francescane
Remigio Lazzaro, fascia inferiore della Cappella con basiliche e chiese francescane

Le doti del giovane artista conquistano subito Oppi, che a lui affida l’esecuzione della fascia inferiore a monocromo con le chiese e le basiliche francescane. Oppi inoltre, nella scena che vede San Francesco parlare al popolo, ritrae Remigio Lazzaro in piedi, accanto alla figura seduta sul cornicione. La decorazione della Cappella è completamente terminata entro l’anno successivo (1931).

Oppi Ritratto Di Remigio Lazzaro
Ubaldo Oppi, Ritratto di Remigio Lazzaro, 1930-31; in alto l’appunto autografo di Lazzaro

Convince poi il giovane artista ad allestire una sua mostra personale, la prima. Nel 1932, grazie proprio all’interessamento di Oppi, Lazzaro ottiene gli spazi della prestigiosa Galleria “Pesaro” di Milano. Si racconta che l’importante e stretta collaborazione con il celebre pittore abbia suscitato invidia in qualche artista padovano.

Cenni sulla lunga attività di Remigio Lazzaro

Remiglio Lazzaro vanta una durevole e prolifica attività che lo accompagna costantemente nel corso della sua lunga esistenza (scompare a 92 anni d’età). È presente a numerose mostre d’arte, dove in più di una occasione consegue ambìti premi e riconoscimenti. La sua pittura rimane sempre all’interno del realismo figurativo e va definendosi con maggiore solidità negli anni maturi. Tra i soggetti preferiti abbiamo paesaggi, nature morte, ritratti. E a partire dagli anni sessanta le amate maschere e marionette.

Maschere
Maschere, 1968, olio su tela, cm 90×130

A Lazzaro, infatti, piaceva recitare in una compagnia amatoriale di Ponte di Brenta e allestire colorate scenografie. Alcune le realizza anche per il Teatro Verdi di Padova. La notorietà non lo allettava a tal punto da abbandonare il suo paese natale e pertanto vi risiede stabilmente nel corso degli anni. Qui, a Ponte di Brenta, la presenza di fornaci agevola la sua attività di ceramista.

Remigio Lazzaro Pavone
Piatto in ceramica con pavone e fiori dipinto da Remigio Lazzaro, ceramiche San Marco – Ponte di Brenta

Sappiamo che Lazzaro ha collaborato con le ditte San Marco e Squercina e, a Padova, con la ditta Boaretto. Talvolta grandi pannelli ceramici sono andati a ornare le facciate e gli interni di edifici civili e religiosi nell’ambito della sua prolifica attività di decoratore. Riguardo a questi e per altre notizie consigliamo di leggere il catalogo della mostra retrospettiva allestita alla Galleria Civica di Piazza Cavour nel 1998. Da qui abbiamo tratto alcune delle immagini contenute nel testo. Dati editoriali: A. Boscaro – S. Franchin – G. Segato, Remigio Lazzaro (Ponte di Brenta, Padova, 1904-1996): Una serenissima visione del reale, Padova 1998.

Remigio Lazzaro Maternita
Maternità, 1993, olio su tela, cm 70×50
Maschere 2
Marionette a Venezia, 1996, olio su tela, cm 50×70
Remigio Lazzaro collaboratore di Oppi al Santo ultima modifica: 2021-07-16T09:00:00+02:00 da Paolo Franceschetti

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