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Ritratti antichi ma contemporanei, ai Musei Civici

Ritratti Antichi Ma Contemporanei

Il 5 aprile si è aperta a Palazzo Zuckermann la mostra Ritratti antichi ma contemporanei, che chiuderà il 28 maggio. La rassegna è curata da Monica Castellarin e da Elisabetta Gastaldi, conservatore del Museo d’Arte Medioevale e Moderna, con la consulenza scientifica di Vincenzo Mancini. Tema affrontato è quello del ritratto pittorico, un genere sempre richiesto agli artisti che nel corso dei secoli spaziavano fra due differenti e opposte declinazioni. L’una, il ritratto idealizzato, che intende abbellire i personaggi. L’altra, quello al naturale, rispettosa nell’imitazione del volto, delle vesti e del carattere del modello al fine di restituirne merito e storia personale. La mostra è incentrata su questo “ritratto di naturale”, come lo definiva il trattatista Giorgio Vasari, che era particolarmente apprezzato da intellettuali ed eruditi. Proprio per la somiglianza all’effigiato, esso costituiva anche un documento storico importante, utilizzato per illustrare pubblicazioni a carattere enciclopedico.

Mostra Ritratti Antichi Ma Contemporanei

Alcuni splendidi libri illustrati con ritratti calcografici, provenienti dalla Biblioteca Civica e da quella Universitaria, sono esposti nelle vetrine della sala di Palazzo Zuckermann. Si può vedere ad esempio il volume Illustrium virorum elogia iconibus exornata di Giacomo Filippo Tomasino, pubblicato nel 1630 (immagine di copertina). Una galleria di uomini illustri nelle lettere, nelle scienze e nel diritto che aveva lo scopo di ispirare l’imitazione degli esempi virtuosi, analogamente ai famosi Elogia di Paolo Giovio.

Mostra Palazzo Zuckermann

I Ritratti antichi ma contemporanei in mostra

I dipinti esposti provengono per la quasi totalità dalle raccolte del civico Museo d’Arte Medioevale e Moderna. Due soli ritratti, anticamente conservati nel palazzo padovano Frigimelica Selvatico Estense, sono giunti in città per questa rassegna dalla collezione Selvatico Estense di Imola.

Ritratti Antichi Collezione Selvatico Estense
Francesco Apollodoro, Ritratto di Benedetto Selvatico e di Bartolomeo Selvatico con il figlio (Benedetto?),
collezione Selvatico Estense – Imola

La mostra offre anche l’occasione per operare un confronto fra i lavori di due assoluti protagonisti della ritrattistica veneta al naturale fra Cinquecento e Seicento. Francesco Apollodoro (Venezia? 1531 – Padova 1612), attivo a Padova, e Leandro Bassano (Bassano 1557 – Venezia 1622), figlio di Jacopo e pittore a Venezia. Da ultimo, affianco ai quadri sono collocati degli schermi che proiettano filmati. Grazie alle tecnologie digitali, infatti, oggi i dipinti riescono a prendere vita e a mutare in visioni contemporanee. Le vesti e il volto degli antichi ritratti diventano moderni attraverso una ricostruzione plausibile e coerente col tema proposto in mostra. Un’opera di Leandro Bassano, il Ritratto di Leone Bonzio, distrutto durante la seconda guerra mondiale è poi elaborata e rinasce da una fotografia. Autrice dell’impegnativa trasformazione digitale delle immagini è stata la società Blow Up Image Factory di Bologna.

Per informazioni:

Palazzo Zuckermann

Orario 10:00 – 19:00

Chiuso Lunedì non festivi e 1 maggio

Ingresso libero

Ritratti antichi ma contemporanei, ai Musei Civici ultima modifica: 2023-04-12T20:14:04+02:00 da Paolo Franceschetti

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