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LO SAPEVI CHE PERSONAGGI

Gaspare Pacchierotti, un illustre padovano d’elezione

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Gaspare Pacchierotti (1740-1821) è un personaggio di indiscusso valore storico e culturale vissuto a Padova. Nel corso del tempo, però, la sua figura è caduta nell’oblio. Solo negli ultimi anni si è riscoperta e rivalutata. Proprio quest’anno, nel 2021, si celebra il secondo centenario della morte (28 ottobre 1821) del grande sopranista. Studia nella sua città natale, Fabriano. Ha una straordinaria carriera grazie alle sue doti canore fuori dal comune. Insieme a Crescentini, Velluti e Farinelli è riconosciuto tra i più grandi e talentuosi cantanti lirici castrati nel mondo. Nel 1765 giunge a Padova e si esibisce nei principali teatri in Italia e in Europa. Viene chiamato ad inaugurare il Teatro alla Scala di Milano e il Gran Teatro La Fenice di Venezia. Apprezzato dal pubblico a Londra e a Parigi, diventa una star internazionale, un divo della lirica arrivando a guadagnare cifre da capogiro.

Gaspare Pacchierotti e Napoleone

Un noto episodio della vita di Pacchierotti legato a Padova risale al 2 maggio 1797 quando Napoleone soggiorna in città. Il generale corso, ospite del conte Girolamo Polcastro nel suo famoso palazzo in via Santa Sofia, partecipa ad uno spettacolo in suo onore al Teatro Nuovo, l’attuale teatro comunale Giuseppe Verdi. Pacchierotti non può mancare di cantare. Se Napoleone ha una predilezione per le voci dei castrati, il soprano riconosciuto allora come un divo non ha simpatia nei confronti del futuro imperatore. Per i suoi sentimenti patriottici di fedeltà alla Serenissima riportati in una lettera caduta nelle mani della polizia francese è anche imprigionato.

Ca’ Farsetti

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Pietro Chevalier, Castello Pacchierotti, Litografia Prosperini (Musei Civici di Padova, Museo d’Arte Medievale e Moderna)

Nei primi anni dell’Ottocento l’artista si trasferisce a Padova in modo definitivo. Qui acquista Ca’ Farsetti, la dimora tra Prato della Valle e l’Orto Botanico meglio conosciuta come “Castello Pacchierotti“. Circondata da un sontuoso giardino l’antico edificio viene trasformato in stile neogotico dal nipote. L’area è oggi occupata dal Collegio Antonianum. Nella sua abitazione padovana Pacchierotti fonda un circolo culturale e ospita personaggi intellettuali, scrittori e artisti molto conosciuti. Si tratta di veri e propri vip dell’epoca: Foscolo, Alfieri, Canova, Monti, Goldoni, i fratelli Gozzi e persino il grande musicista e compositore Rossini. Una celebre litografia di Pietro Chevalier conservata ai Musei Civici di Padova ci ricorda l’esistenza di questo magnifica residenza purtroppo distrutta.

Ritratto Di G. Pacchierotti
Ritratto di Pacchierotti

Villa Pacchierotti-Zemella

Pacchierotti acquista anche una villa a Padova, in zona Mandria, verso Abano Terme. Di struttura settecentesca presenta una facciata divisa in due ordini chiusa da un timpano triangolare con una barchessa a fianco. Oggi la villa è di proprietà della famiglia Zemella. A completare l’insieme esiste ancora un piccolo oratorio dove il cantante fu sepolto. Morì senza pompa e una semplice lapide con le parole Pacchierotti cineres indica il punto in cui si trova, al suo interno, la tomba. Un’altra antica dimora, a testimoniare quanta fama e ricchezza raggiunge l’artista, si trova ancor oggi a Limena, villa Pacchierotti- Benedetti.

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L’oratorio in cui si trova la tomba di Gaspare Pacchierotti (foto Alessandro Pasquali)

La ricognizione dei resti scheletrici di Gaspare Pacchierotti e la “deformazione professionale”

La castrazione subita da Pacchierotti prima ancora di raggiungere la pubertà, all’età di sette anni, lascia segni e cambiamenti ben visibili sul suo corpo. Nel 2013 un gruppo di ricercatori dell’Università di Padova riesuma i resti dello scheletro del cantante. Gli evirati, a causa della ritardata fusione delle ossa lunghe delle gambe erano alti. Infatti Pacchierotti lo fu. Era alto un metro e novantuno. Dalle ricerche sulle ossa è emerso che il musico aveva una cassa toracica ben sviluppata. Le sue vertebre cervicali erano profondamente erose. Ciò a causa dell’osteoporosi, ma anche per la postura professionale scorretta che ha assunto nel canto e nella recitazione.

Rimane interessante anche la cura che ha rivolto ai propri denti. Pare, infatti, che la sua dentatura fosse eccellente rispetto all’età di 81 anni, quando morì. A provarlo, sono stati condotti degli studi sulle dentature di alcuni docenti universitari padovani contemporanei a Pacchierotti. Quella del soprano risulta di gran lunga la migliore. Doveva considerare la sua bocca un vero e proprio strumento di lavoro da tutelare nel migliore dei modi. Un’altra curiosità: la forte ansia per lo stress sopportato lo portava a digrignare i denti.

Gaspare Pacchierotti, un illustre padovano d’elezione ultima modifica: 2021-11-22T08:00:00+01:00 da Alessandro Pasquali

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Paola

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