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Intervista al titolare della Galleria Nuova Arcadia

Galleria Nuova Arcadia

La Galleria Nuova Arcadia si trova a Padova nel percorso che unisce piazza del Duomo con via Roma. L’ingresso sta sotto i portici di un vecchio edificio, ai civici 10-12 di via San Martino e Solferino. Tutta la zona è molto suggestiva, perché corrisponde all’antico ghetto ebraico della città. I fabbricati, cresciuti in altezza per incontrare le esigenze abitative della comunità, hanno dato vita a luoghi particolari e intimi come Corte Lenguazza. Qui vanno visitati sicuramente la Sinagoga Italiana, tuttora attiva, e il Museo della Padova Ebraica, allestito nell’edificio dell’ex Sinagoga Tedesca. E una visita la merita anche la Galleria Nuova Arcadia, ricchissima di opere d’arte veneta dell’Otto-Novecento. Il titolare, Luciano Franchi, ha preso da poco in affitto altri locali in via Soncin 21 per ampliare l’esposizione. Nello stesso percorso, ma verso il Duomo.

La visita alla Galleria

Avvicinandosi alla Galleria colpisce subito l’allestimento delle due vetrine laterali. In ciascuna appaiono dipinti, sculture e vecchie pubblicazioni riconducibili a un determinato artista o un tema specifico. Praticamente due esposizioni, piccole però non modeste, considerata la qualità dei pezzi.

Vetrina
Una vetrina

Ci fermiamo a guardare, poi entriamo passando vicino a uno splendido manifesto illustrato del 1909. All’interno ci accoglie il titolare. Più in fondo scorgiamo Laura, sua validissima collaboratrice. Una moltitudine di opere di ogni dimensione, tecnica e autore è ammassata in ogni angolo della Galleria. L’arrivo di nuovi dipinti, spesso disposti gli uni sugli altri, è sempre stata qui una costante. Ma ora i pezzi sono così numerosi che in più punti bisogna muoversi con prudenza. Forse a causa del recente trasloco. Resistiamo a fatica all’impulso di spostare le opere coperte per coglierne soggetto e autore, e rivolgiamo la nostra attenzione ai dipinti appesi alle pareti.

Le opere d’arte

Le opere trattate dalla Galleria Nuova Arcadia appartengono all’Ottocento e al primo Novecento veneto. Esclusa l’arte contemporanea, chiarisce il titolare. Qui si possono trovare in vendita moltissime opere di quel periodo e in numero così rilevante da tener testa a parecchie collezioni pubbliche. Noi che abbiamo avuto il piacere di accedere anche ai depositi, sempre nei paraggi, ne siamo convinti.

Un angolo interno
Un angolo interno

La Galleria non fa solo commercio d’oggetti d’arte, ma pure promozione culturale. Gli spazi talvolta si riempiono completamente di lavori di un protagonista di quel periodo. Quasi tutti di proprietà. Abbiamo visto piccole mostre su Da Molin, Pajetta, Wolf Ferrari, Valeri, Fragiacomo, Laurenti, Luigi Nono, Emma e Guglielmo Ciardi, e altri. Anche qualche dipinto divisionista di Umberto Boccioni. Nei giorni d’esposizione, poi, storici dell’arte, critici ed esperti, che qui sono di casa, raccontavano ai presenti vita, tecniche pittoriche e aneddoti vari sull’artista.

La Galleria Nuova Arcadia partner culturale dell’Amministrazione?

Mi sono spesso domandato perché una risorsa di tale rilevanza non possa contribuire maggiormente alla programmazione culturale cittadina. Di certo Luciano Franchi, il titolare, ne sarebbe felice. Né sarebbe il suo primo impegno in tal senso, dal momento che quasi tutti i curatori di mostre nel Triveneto che trattano quel periodo storico tengono rapporti con lui. Non solo per avere opere della Galleria in prestito, ma anche per avere informazioni sulla collocazione attuale delle altre.

Vetrina della Galleria Nuova Arcadia
L’altra vetrina della Galleria

Dipinti della Galleria sono andati a mostre allestite nei Musei di San Domenico a Forlì, a Palazzo Roverella di Rovigo e in altri importanti spazi espositivi. Facciamo ora qualche domanda al titolare della Galleria Nuova Arcadia, Luciano Franchi.

Come è iniziata l’attività della Galleria Nuova Arcadia?

Non come la vedete oggi. All’inizio non trattavo questo periodo storico. Ero un giovane appassionato di stampe e di dipinti antichi. Solamente più tardi mi sono specializzato nell’Otto-Novecento veneto.

Quali sono state le maggiori soddisfazioni che ha avuto come gallerista?

– La soddisfazione più grande è stata quella di curare la formazione di intere collezioni di dipinti, non solo private ma anche pubbliche. Un dovere di riservatezza mi impone di non fare nomi, ma alcune di queste raccolte pubbliche sono molto note.

In recenti mostre d’arte ci è capitato di leggere il nome della Galleria nel cartellino che conteneva le informazioni sull’opera esposta. Qualche volta il nome era preceduto dalla parola Courtesy. Potrebbe spiegarci l’utilizzo di tale formula?

– Certo! Può capitare che la Galleria Nuova Arcadia presti propri dipinti alle mostre d’arte. A quelle che danno sufficienti garanzie di serietà non nega mai il proprio contributo. In questi casi essa si rapporta con l’ente organizzatore esattamente come gli altri prestatori. In altri casi, invece, la Galleria si adopera per ritrovare presso privati i dipinti significativi per la rassegna e per il sottostante progetto scientifico. Potrebbe capitare che il privato proprietario dell’opera, pur favorevole al prestito, abbia delle remore. Perché vuole mantenere la propria privacy. Oppure perché teme furti in futuro, qualora il suo nome e il suo indirizzo compaiano in qualche documento. Si utilizza allora la formula del Courtesy. Tutti i rapporti con l’ente organizzatore sono tenuti dalla Galleria. Il privato non appare in alcun modo, ma è comunque tutelato da una scrittura privata sottoscritta con la Galleria intermediaria.

Secondo lei, quali sono state le esposizioni maggiormente riuscite in questi anni?

Ne cito una soltanto, recente, che ha avuto successo nonostante la pandemia. È la mostra “Il Racconto della montagna”, allestita a Palazzo Sarcinelli di Conegliano.

Galleria Nuova Arcadia dipinti di montagna
Galleria Nuova Arcadia: dipinti di montagna

Le nostre Dolomiti presentate attraverso gli occhi dei pittori dell’Otto-Novecento. Non solo. Quello era anche il periodo in cui era esplosa la passione per le scalate, si erano costituiti i primi club alpini e si era migliorata la cartografia dei rilievi. Una mostra che ha aperto sicuramente molti argomenti di discussione.

In futuro, a quali progetti le piacerebbe partecipare?

Sempre a mostre di pittura veneta. Mi spiace che quest’anno non si riesca a organizzare una mostra nel centenario della scomparsa di Oreste Da Molin – pittore piovese di fama internazionale, ndr – Poi sono sempre disponibile ad allestire in città un’esposizione di dipinti di Millo Bortoluzzi senior. Un artista già noto che meriterebbe di essere ulteriormente riscoperto. Sono convinto che verrebbe molto apprezzata dai visitatori, perché possiamo contare su opere importanti. Due anni fa avevo chiesto un appuntamento all’Assessorato alla Cultura per proporre il progetto, ma non ho avuto alcuna risposta.

Intervista al titolare della Galleria Nuova Arcadia ultima modifica: 2021-03-02T11:13:09+01:00 da Paolo Franceschetti

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