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Il Complesso Antoniano della Santa Sede è territorio italiano

Padova Complesso Antoniano

Costituiscono il Complesso Antoniano la Basilica del Santo, il sagrato antistante, il Convento, l’Oratorio di San Giorgio e la Scoletta del Santo. E anche le raccolte della Biblioteca, del Museo Antoniano e dell’Archivio Musicale. Con il Concordato del 1929 il Complesso Antoniano è passato in proprietà della Santa Sede. Cioè dell’Ente, persona giuridica di diritto internazionale, che governa la Chiesa Cattolica e che ha come capo il Papa. Non è di proprietà dello Stato della Città del Vaticano, che è cosa diversa. Il Complesso Antoniano è di proprietà della Santa Sede, ma è sempre territorio della Repubblica Italiana. Nessuna extraterritorialità quindi. È solo molto suggestiva, ma non corrisponde a verità, l’affermazione di trovarsi in uno stato estero quando si entra nel sagrato.

Il Complesso Antoniano, amministrazione spirituale e materiale

I beni del Complesso sono stati concretamente trasferiti alla Santa Sede nel 1932 ed esulano dalla giurisdizione del Vescovo di Padova. Il Papa, capo della Santa Sede, li amministra spiritualmente e materialmente per mezzo di un Vescovo Delegato Pontificio. L’attività pastorale è affidata ai Frati Minori Conventuali, “francescani”, che in Basilica fanno capo a loro volta a un Rettore. Nella conservazione e nel miglioramento degli immobili, infine, ha un ruolo fondamentale la Veneranda Arca di S. Antonio. Di antichissima origine (il nome risale al 1396), era formata da padovani laici e testimoniava il fortissimo legame della Basilica con la città di Padova. Proprio per la sua natura laica si salvò dalle espropriazioni napoleoniche. Dopo il Concordato ha mutato composizione. Ora ne fanno parte anche il Rettore della Basilica e un membro laico nominato dalla Santa Sede.

Fratello Antonio e l’origine della Basilica

Fratello Antonio è il nome scelto da Ferdinando di Lisbona nell’Ordine dei Frati Minori. Antonio trascorre nel padovano pochi anni, sufficienti però per essere amato e seguito dal popolo per la sua lotta alla corruzione e all’usura. Grazie alla sua predicazione vengono cambiati gli Statuti cittadini.

Padova Complesso Antoniano Basilica Del Santo
Padova Complesso Antoniano Basilica del Santo

Il debitore insolvente senza colpa deve cedere i propri beni, ma non è più imprigionato né esiliato. Durante una predica di Quaresima, a Camposampiero, Antonio sente prossima la fine. Chiede quindi di essere portato a Padova nel convento francescano dove dimora. Muore appena fuori dalle mura cittadine, nel sobborgo dell’Arcella. È il 13 giugno 1231. I Padovani trasportano il corpo nella chiesetta di Santa Maria Mater Domini e lo depongono in un’Arca. Il 30 maggio 1232, a Spoleto, papa Gregorio IX lo canonizza. E in città iniziano imponenti lavori per ampliare quella chiesetta.

Complesso Antoniano, costruzione della Basilica del Santo

Una prima chiesa a una navata viene completata tra il 1256 e il 1263. Quell’anno si registra la prima traslazione dell’Arca in presenza di San Bonaventura, che trova incorrotta la lingua del Santo. Alla seconda traslazione, nel 1310, la chiesa risulta coperta di cupole. Nove cappelle radiali cingono l’abside. L’ultima traslazione avviene nel 1350 alla presenza del legato pontificio Guido di Boulogne. Non abbiamo certezze sugli architetti. Si ipotizza l’intervento di un frate che conosce la Terra Santa, perché vi sono elementi d’ispirazione orientale. I campanili, per esempio, ricordano dei minareti. Nel Quattrocento e nel Settecento la Chiesa e il Convento sono ulteriormente ampliati. Qualche volta, purtroppo, il complesso antoniano subisce crolli (nel 1617 per lo scoppio di una polveriera) e incendi (nel 1567 e nel 1749). A fine Ottocento si modifica l’altare maggiore e inizia la decorazione delle pareti interne e delle capelle radiali, che durerà diversi decenni.

La Basilica del Santo oggi Santuario

Come abbiamo visto, Frate Antonio è stato proclamato santo subito dopo la morte. Nel 1946 viene dichiarato anche dottore della Chiesa. Oggi Sant’Antonio è uno dei santi più amati e venerati in tutto il mondo e la Basilica del Santo rappresenta un Santuario internazionale riconosciuto dalla Santa Sede. Costituisce naturalmente il sito più importante del Complesso Antoniano, per la ricchezza di capolavori conservati al proprio interno (Qui il Link).

Il sagrato con il Gattamelata

Dal sagrato antistante la Basilica si può ammirare la mole dell’edificio, romanica nelle strutture e gotica nelle parti rimanenti, come quella absidale. Nella lunetta del portale maggiore si vede la copia di un dipinto di Mantegna, che mostra i santi Antonio e Bernardino.

Padova Complesso Antoniano La Basilica con il monumento al Gattamelata
Padova Complesso Antoniano La Basilica con il monumento al Gattamelata

L’originale è conservato nel Museo Antoniano, a cui si accede dal Chiostro del Beato Luca. Sul sagrato vi sono diverse sepolture e cenotafi. Fra questi va ricordato il monumento al Gattamelata (1453), generale dei veneziani, fuso nel bronzo da Donatello. Lo scultore fiorentino realizza qui la prima statua equestre di grandi dimensioni dai tempi dell’antichità, che sarà modello per tutte quelle successive.

Il Convento e i chiostri del Complesso Antoniano

Fa parte del Complesso Antoniano anche il Convento, con i suoi cinque chiostri. Entrando dal sagrato si incontra subito il chiostro della Magnolia (o del Capitolo), per l’albero centrale e per la presenza della vecchia sala delle riunioni. E più avanti quello del Noviziato, dimora dei giovani apprendisti della vita francescana. Rimanendo sulla destra, invece, vi è il chiostro del Generale, con l’accesso alla Biblioteca Antoniana. Poi quello del Beato Luca (o del Museo), con l’ingresso al Museo Antoniano e al Museo della Devozione Popolare. Da ultimo troviamo il chiostro del Paradiso.

L’Oratorio di San Giorgio e la Scoletta del Santo

Dal sagrato si accede all’Oratorio di San Giorgio, cappella funeraria della famiglia Lupi di Soragna. Venne eretto negli anni settanta del Trecento. Presenta affreschi di Altichiero (terminati nel 1384) con le vite di San Giorgio, di Santa Caterina d’Alessandria e di Santa Lucia. Sul soffitto un cielo azzurro stellato con simboli di Evangelisti, Profeti e Dottori della Chiesa. Nella parete di fondo la Crocifissione di Cristo e l’Incoronazione di Maria.

Padova Complesso Antoniano Oratorio Di S. Giorgio E Scoletta Del Santo
Padova Complesso Antoniano Oratorio di S. Giorgio e Scoletta del Santo

L’Oratorio e la Basilica del Santo costituiscono un sito della candidatura Unesco Padova Urbs Picta. Sulla destra dell’Oratorio troviamo invece la Scoletta del Santo, sede dell’Arciconfraternita del Santo, antichissima associazione di devoti (Per Antonium ad Jesum). La sala priorale presenta un ciclo pittorico con scene della vita del Santo, dipinte in gran parte negli anni dieci del Cinquecento. Tre quadri sono del giovane Tiziano Vecellio (1511). Il soffitto, intagliato a cassettoni e decorato, è coevo.

Il Complesso Antoniano della Santa Sede è territorio italiano ultima modifica: 2021-01-11T10:00:00+01:00 da Paolo Franceschetti

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