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ARTE STORIA

Giuseppe Canella pittore e direttore del “Selvatico”

Giuseppe Canella Basilica Di Sant'antonio 1894

Giuseppe Canella ha diretto per circa trent’anni la Scuola di Disegno Pratico e di Modellazione per gli Artigiani “Pietro Selvatico”, oggi Liceo Artistico. Tuttavia, nelle monografie che ripercorrono la storia del glorioso istituto cittadino fondato nel lontano 1867 vi sono scarse notizie su di lui. Con l’intento di colmare questa lacuna due anni fa abbiamo ricostruito le principali vicende della sua vita. Come abbiamo accennato, Giuseppe Canella è interessante per i padovani perché è strettamente collegato alla notissima scuola “Selvatico”. Ma non mancano altri fatti importanti o curiosi di rilievo stracittadino. Un esempio? Ricordate la vicenda dello smemorato di Collegno che divise l’opinione pubblica negli anni Venti-Trenta del Novecento? Lo smemorato era il tipografo anarchico Mario Bruneri o il professore Giulio Canella, scomparso combattendo nei Balcani? Che ci azzecca il pittore Giuseppe Canella? Sotto lo spieghiamo.

Il periodo veneziano

Giuseppe Canella nasce a Venezia nel 1837. Il cognome è comune ad altri artisti, anche precedenti come ad esempio un omonimo veronese, ma nessuna parentela è stata finora provata con documenti. Mere ipotesi. Appartiene a una famiglia veneziana. Studia in un ginnasio-liceo in cui Tommaso Viola, stimato acquarellista, tiene lezioni libere di disegno. E questo spiega forse la sua predilezione per tale genere. Approda alla locale Accademia di Belle Arti, dove si distingue per merito e vince il concorso Selvatico per il miglior lavoro d’ornato (1858-59). La progettazione di apparati decorativi sarà un’altra sua peculiarità, come vedremo. Il concorso era stato ideato dal marchese Pietro Selvatico Estense, direttore dell’Accademia e futuro fondatore della Scuola di disegno padovana. Terminati gli studi di pittura, Canella dipinge e spedisce quadri alle maggiori esposizioni d’arte. Fra i soggetti preferiti troviamo i pescatori chioggiotti che fumano la caratteristica pipa di terracotta con canna in legno.

Giuseppe Canella Pescatori chioggiotti
Giuseppe Canella, acquarelli che mostrano pescatori chioggiotti, mercato antiquario

Giuseppe Canella ha anche una passione per il teatro. Lavora come scenografo alla “Fenice” ed è apprezzatissimo quando canta “il buffo”. I quotidiani, molti anni dopo, racconteranno la sua indimenticabile interpretazione dell’aria dell’Amabile beltà, che giunge a tarda sera in camera da letto. Qui, leva un occhio e lo pone sul camino e dal petto un gran cuscino tira fuori per metà.

L’arrivo a Padova di Giuseppe Canella

Nel 1874 Giuseppe Canella approda a Padova per insegnare decorazione dipinta alla Scuola “Selvatico”. Nel 1880 ne diviene direttore, e si sposa. Dei figli della coppia solo quattro arrivano all’età adulta: Giulio (1881), Renzo (1884), Cesare (1886) e Maria Antonietta (1889).

Giuseppe Canella Con I Figli
Il pittore con i figli Maria Antonietta, Cesare, Giulio e Renzo

Di Giulio, professore di filosofia a Verona, si perderanno le tracce quando combatterà nei Balcani durante la Grande Guerra. Nel 1927, come abbiamo accennato, si crederà di riconoscerlo nello “smemorato” che era degente a Collegno. L’argomento appassionerà la nazione per diversi anni. Noi oggi, grazie alla verifica sul Dna presente in vecchie lettere, abbiamo la risposta al quesito che si posero allora milioni di italiani. Sappiamo che la persona che diceva di avere perso la memoria era in realtà Mario Bruneri e che quindi i giudici dell’epoca sentenziarono correttamente. Non era Giulio Canella, figlio del pittore.

Un progetto per la Basilica del Santo

Giuseppe Canella insegnava Ornato alla Scuola padovana. Abbiamo rinvenuto presso un antiquario un progetto decorativo per la ridipintura e per il riassetto degli interni della Basilica del Santo.

Progetto Basilica Del Santo 1894
Giuseppe Canella, Interno della Basilica del Santo, 1894, acquarello su cartoncino, 55×75 cm, collezione privata

Datato 1894, l’acquerello rappresenta il bozzetto più vecchio che si conosca con l’ambizione di rileggere l’edificio sacro in modo complessivo. A fine Ottocento la Basilica presentava pareti dipinte di bianco e si desiderava modificarne gli interni per dare maggiore visibilità alle opere di Donatello. Giuseppe Canella elabora la prima idea. Sappiamo che aveva allegato anche una proposta per l’esterno della Basilica, ma questa è tuttora dispersa. Il progetto di Canella non venne accolto e nel successivo concorso per la ridipintura (1897) vinse l’idea decorativa di Achille Casanova che vediamo anche oggi. L’acquarello rimane tuttavia un documento storico artistico straordinario.

Giuseppe Canella dipinge la corsa delle bighe

Un’altra opera di Giuseppe Canella, importante anche per la sua valenza storica, è il dipinto Ricordi delle corse, presentato nel 1904 a una mostra cittadina.

Giuseppe Canella Ricordi Delle Corse In Prato Della Valle
Giuseppe Canella, Ricordi delle corse, 1904?, olio su tela, 25×44,5 cm, Padova Galleria Nuova Arcadia

Rappresenta Prato della Valle durante la corsa dei fantini, che dal 1901 era stata trasferita nel nuovo ippodromo di Stefano Breda a Ponte di Brenta. Finita la corsa, i cavalli sono davanti al palco della giuria. I monelli hanno invaso la pista e fanno cerchio sotto la sorveglianza dei carabinieri a cavallo e delle guardie a piedi. I poggioli delle case sono pavesati. Sopra la linea dei fabbricati si erge la mole della Basilica di Sant’Antonio illuminata dalla luce del sole in tramonto. Già nel 1904 i quotidiani apprezzarono il quadro perché ricordava l’evento cittadino ormai scomparso. Oggi a maggior ragione quest’olio ci attrae e ci riporta per un momento a quei tempi antichi.

Canella muore a Padova nel 1913.

Per approfondimenti sul pittore Giuseppe Canella

Vedi: P. Franceschetti, Giuseppe Canella e un progetto ornamentale per la Basilica di Sant’Antonio, ”Padova e il suo territorio”, 209, gennaio-febbraio 2021, XXXVI, pp. 25-29.

Giuseppe Canella pittore e direttore del “Selvatico” ultima modifica: 2023-02-16T19:04:30+01:00 da Paolo Franceschetti

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