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Benedetto Crivelli, capitano di ventura per la Serenissima

Scultura

Benedetto Crivelli è un celebre condottiero e capitano di ventura milanese. E’ vissuto all’epoca della Lega di Cambrai nel bel mezzo di una guerra tutta italiana. Lo scenario in cui è ambientata la storia di Crivelli potrebbe essere quello di un romanzo d’avventura che si svolge all’inizio del Cinquecento e che ci ricorda il film “Il mestiere delle armi” di Ermanno Olmi. Ad animare la scena, in questo caso, intervengono gli scontri militari tra la Repubblica della Serenissima e le forze antiveneziane unite insieme nel tentativo di arrestare l’espansione territoriale e il potere politico e militare di Venezia. Chi narra i fatti, nei suoi Diarii, è il cronista Marin Sanudo. La nostra attenzione si concentra sull’ultimo capitolo della vita di Crivelli che ci porta tra Padova e la sua campagna, lungo il fiume Bacchiglione, più precisamente a Creola di Saccolongo.

ll tradimento di Crivelli e il corrispettivo

Crivelli è un uomo d’arme al servizio del re di Francia, Luigi XII di Valois. Per suo conto riceve il compito di difendere dalle truppe veneziane la città murata di Crema. Dal 1509, dopo la disfatta di Agnadello, Venezia ne ha perso il controllo. Nella tarda estate del 1512, però, avviene una svolta decisiva. Il capitano tradisce i francesi e consegna nelle mani dei veneziani la cittadina lombarda. Crivelli riceve dei lauti compensi dalla Serenissima. Prima di tutto una cospicua rendita pari a settemila ducati. A questa si aggiungono una rendita di mille ducati annui, la concessione del feudo di Creola, una casa da destinare ad abitazione a Padova e la nomina a patrizio veneziano.

Particolare Con Spada
Particolare della scultura che raffigura Benedetto Crivelli con la spada al suo fianco (foto Alessandro Pasquali)

Crivelli è stato il capitano di terraferma al soldo di Venezia tra i meglio stipendiati così come riporta il Sanudo. É sempre il cronista, tuttavia, a ricordare che il denaro che gli spetta non sempre giunge a destinazione entro le scadenze stabilite. Per questo Crivelli protesta con Venezia affinché rispetti le condizioni pattuite. E non solo. La Serenissima non sarà poi così accomodante con Crivelli quando, nel 1515, dopo essersi malato di sifilide e aver rinunciato all’attività militare, gli revoca il titolo di patrizio veneto.

La casa di Benedetto Crivelli a Padova

La casa di Crivelli è menzionata da Marin Sanudo in un elenco di beni immobili che il governo veneziano decide di consegnare al capitano milanese. Questa casa, precedentemente, era di proprietà di Bertuccio Bagarotto. Nel dicembre 1509 Bagarotto è giustiziato sulla forca insieme ad altri ribelli padovani colpevoli di aver sostenuto gli imperiali di Massimiliano I d’Asburgo nell’assedio alla città. Tutti sono spogliati dei rispettivi patrimoni. Tra questi anche quel Ludovico Conti, discendente della nobile casata che riceve in feudo Creola prima che la Serenissima la privasse di tutti i beni per cederli come ricompensa al Crivelli. Il palazzo dove è vissuto pochi mesi il condottiero, seppure completamente modificato nella facciata, oggi novecentesca, esiste tuttora. Si trova all’angolo tra via Cassan e piazza Eremitani. Qui Crivelli muore il 21 marzo 1516.

Palazzo Bagarotto Crivelli
Padova, facciata di Palazzo Bagarotto Crivelli (foto Paolo Franceschetti)

La chiesetta di Santa Maria del Carmine a Creola

Nel borgo antico di Creola si trova una piccola chiesa attualmente sconsacrata. L’edificio, spoglio al suo interno, si articola in una navata unica con un presbiterio e un abside di forma pentagonale con volta ad ombrello. Al centro è posizionato l’altare dedicato a S. Maria del Carmine da cui prende il nome la chiesa. Il campanile rappresenta una curiosità perché si appoggia direttamente sull’abside. La facciata presenta i tratti caratteristici di una chiesa di età rinascimentale influenzata dallo stile dei Lombardo. Ha una particolarità di rilievo perché è l’unico edificio religioso presente nel territorio padovano ad avere un frontone semicircolare.

Chiesetta Crivelli
Creola di Saccolongo, Chiesetta di Santa Maria del Carmine (foto Alessandro Pasquali)

La costruzione della chiesa risalirebbe, secondo lo studioso Claudio Grandis, alla prima metà del Quattrocento. Il committente è Prosdocimo Conti, figlio di Manfredino e nipote di Naimerio, a loro volta committenti del ciclo pittorico trecentesco affrescato nella Cappella del Beato Luca Belludi al Santo. Qui è sepolto Benedetto Crivelli.

Il monumento funebre di Benedetto Crivelli

Nel corso del restauro promosso nel 2006 dal Comune di Saccolongo, attuale proprietario dell’immobile, si scoprono delle tracce di un lontano incendio presente a ridosso dei muri perimetrali della chiesa. Probabilmente a restaurarla interviene Alvise Pisani che cancella le tracce dell’incendio, fa ammodernare l’interno e completare la facciata. Il nobile Alvise Pisani, nuovo proprietario del feudo di Creola, è l’erede universale ed esecutore testamentario di Crivelli. Il capitano dispone di essere sepolto nella chiesa di Santa Maria del Carmine. Al centro della navata sorge il monumento funebre, opera dello scultore Lorenzo Bregno.

Sarcofago Insieme
Veduta d’insieme del monumento funebre di Benedetto Crivelli (foto Alessandro Pasquali)

Il prezioso sarcofago, in marmo bianco di Carrara, raffigura il condottiero con precisione e realismo con la sua armatura e la spada sul fianco sinistro. L’opera, considerata un capolavoro della scultura del XVI secolo, è stata esposta nel 1976 a Palazzo della Ragione a Padova, in occasione della mostra Dopo Mantegna.

Benedetto Crivelli, capitano di ventura per la Serenissima ultima modifica: 2021-12-17T12:39:29+01:00 da Alessandro Pasquali

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Paola

Molto interessante

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