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MITI E LEGGENDE STORIA

Padova antica: Antenore, i Veneti, la vittoria su Cleonimo

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La storia di Padova antica può riassumersi in tre momenti principali, vediamoli in breve.

Padova antica: la leggenda di Antenore fondatore di Padova

Omero nell’Iliade parla di Antenore come di un uomo assai saggio che ospita nel proprio palazzo i re achei (greci) Ulisse e Menelao. È un consigliere di pace. Suggerisce ai Troiani di restituire Elena al marito Menelao, ma rimane inascoltato e scoppia la guerra, presto perduta. La sua sopravvivenza e il viaggio fino ai lidi veneti si affermano successivamente, nella tradizione diffusa da Virgilio e da Tito Livio. Antenore si sarebbe salvato con alcuni Troiani e con gli Eneti della Paflagonia (Turchia del nord), loro alleati, rimasti senza condottiero.

Come Appariva La Tomba Di Antenore In Una Stampa Settecentesca
Come appariva la Tomba di Antenore in una stampa settecentesca

Giudicati adatti questi luoghi, si sarebbe stabilito qui per fondare la città di Padova. L’analogia con la fondazione di Roma da parte di Enea, altro celebre sopravvissuto di quella guerra, è evidente. La leggenda di Antenore fondatore di Padova nobilita la città e la accosta alla Città eterna. Ecco perché i Padovani ne sosterranno per secoli l’autenticità.

Antenore e il Preumanesimo

La leggenda di Antenore ha particolare fortuna in epoca preumanistica (fine Duecento inizi Trecento). Come noto, in questo periodo inizia a mutare la concezione dell’uomo rispetto alla natura. Padova è un centro d’avanguardia con il cosiddetto Preumanesimo padovano. Lovato dei Lovati, l’esponente principale della nuova sensibilità, riscopre nella vicina Abbazia di Pomposa i manoscritti delle tragedie di Seneca (Etruscus). E i primi dieci libri della Storia di Roma di Tito Livio (Ab Urbe condita). Poteva non trovare pure la sepoltura di Antenore? No di sicuro! E infatti accerta che le spoglie del guerriero antico, rinvenute casualmente in città in quegli anni, sono proprio quelle dell’eroe troiano. Padova costruisce subito un sarcofago adeguato, in pietra, detto appunto Tomba di Antenore. Dove? Proprio davanti alla casa del Lovati, che verrà sepolto al suo fianco. Lo scetticismo attuale dei Padovani su quei resti, nutrito da solidi studi scientifici, non sminuisce la leggenda antenorea.

Padova antica, oltre la leggenda

In realtà, nell’area padovana vi erano insediamenti anteriori all’epoca di Antenore (circa XII secolo a.C.). In questa zona erano già presenti i Veneti (o Paleoveneti). Una popolazione indoeuropea che era migrata nell’Italia nord-orientale dall’Europa centro-orientale durante il XV secolo a.C..

Padova antica Paleoveneti Frammento Lamina Bronzea Con Cavallo E Due Guerrieri
Padova antica Frammento lamina bronzea paleoveneta con cavallo e due guerrieri

E prima gli Euganei. La somiglianza del nome Veneti con gli Eneti deriva, sembra, dalla stessa radice indoeuropea “wen”, che significa “amare”. “Amichevoli” quindi. Dobbiamo immaginarci un territorio ricco di corsi d’acqua, strettamente connesso alla fascia lagunare e soggetto a frequenti mutamenti morfologici. In esso scorrevano, come oggi ma non nella stesso alveo, i fiumi Brenta e Bacchiglione. Gli insediamenti locali dei Veneti erano apparsi in prossimità dei due fiumi, essenziali anche per gli scambi commerciali. Padova ed Este costituivano i centri maggiori. I Veneti sviluppano per lungo tempo la loro civiltà, rapportandosi prima con Greci ed Etruschi, poi con Galli, Illirici, Celti e infine con i Romani.

La vittoria dei Patavini su Cleonimo (301 a.C.)

Così Tito Livio narra la vittoria dei Patavini sul principe spartano Cleonimo, re di Corfù. Un comandante di ventura a capo di un esercito di mercenari.

Padova antica: Triremi Navi Da Guerra Greche risalgono il Medoaco
Triremi navi da guerra greche

Gli invasori, superato il lido e una fascia resa paludosa dal fluire delle maree, risalgono con le loro navi un fiume navigabile, il Medoaco (Brenta). Al di là dei campi coltivati vedono il profilo dei Colli Euganei. Diminuita la profondità, trasbordano su barche più piccole e raggiungono tre villaggi di Patavini, che sacceggiano.

La reazione degli abitanti di Padova

La reazione degli abitanti di Padova, sempre in allerta per la presenza in zona di Galli, loro nemici, è repentina. Si formano due schiere di armati. Una cattura rapidamente le imbarcazioni straniere. L’altra si dirige contro i mercenari e li costringe ad indietreggiare verso il luogo di approdo. Qui gli invasori scoprono l’assenza delle barche e devono arrendersi. Si raggiungono poi le navi da guerra di Cleonimo che solo in parte riescono a darsi alla fuga.

Trofei e memoria della vittoria

La vittoria di Cleonimo verrà ricordata per lungo tempo in città. I rostri delle navi da guerra nemiche saranno appesi come trofeo nell’antico Tempio di Giunone, che si ipotizza si trovasse vicino all’attuale ginnasio liceo “Tito Livio”. Ogni anno poi si terranno giochi navali in ricordo della gloriosa battaglia, nel luogo in cui sorgerà in seguito il ponte di San Giovanni delle Navi. E forse il nome gli deriverà proprio da questa festa popolare.

Padova antica: Antenore, i Veneti, la vittoria su Cleonimo ultima modifica: 2020-12-30T12:04:01+01:00 da Paolo Franceschetti

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